Scienza e Spiritualità
Scienza e spiritualità rappresentano, all'apparenza, campi di interesse per l'umanità divergenti, se non addirittura contrapposti. Nell'antichità non era così: dai tempi di Cartesio, materia e spirito sono stati separati e la scienza si è sviluppata in senso prettamente materialistico. Questa visione in cui il Divino è privo di ogni attributo derivante dalla ricerca di potere delle varie religioni, e in cui la Coscienza è alla base dello spazio-tempo concilia la scienza con la spiritualità, la materia con lo spirito.
Scienza e spiritualità rappresentano, all'apparenza, campi di interesse per l'umanità divergenti, se non addirittura contrapposti. Nell'antichità non era così: dai tempi di Cartesio, materia e spirito sono stati separati e la scienza si è sviluppata in senso prettamente materialistico. Questa situazione si è consolidata e protratta fino a quando la fisica, entrata in crisi sul finire dell'Ottocento per l'incapacità di dare spiegazione a diversi dati sperimentali (soprattutto in termodinamica e in spettroscopia), ha prodotto una vera e propria rivoluzione attraverso la teoria dei quanti, una teoria non ancora completamente assimilata nella cultura.
Nel 1926 la nuova scienza della materia a livello di atomi e particelle elementari si è consolidata in una struttura formale, la «meccanica quantistica», con assiomi, regole e leggi espresse matematicamente con precisi strumenti, ad esempio la funzione d'onda. A essa hanno contribuito i grandi ricercatori dell'epoca, i cui nomi probabilmente vi sono noti: Planck, Einstein, Bohr, Heisenberg, Schrödinger, De Broglie, Dirac, per citarne solo alcuni tra i più importanti.
Questa nuova scienza, oggi definita fisica quantistica, descrive fenomeni sperimentalmente riproducibili molto interessanti, perché contrari al senso comune e alla concezione di realtà della fisica classica:
L'energia può essere scambiata, ceduta o assorbita solo in quantità discrete, i cosiddetti quanti.
Un elettrone, ma anche qualunque altra particella elementare, un atomo o una molecola, si comporta talvolta come un'onda, talaltra come un corpuscolo.
Due fotoni generati nello stesso processo, o che abbiano interagito tra loro, rimangono in entanglement: il loro comportamento resta correlato anche a distanze di milioni di anni luce.
È impossibile definire contemporaneamente tutte le caratteristiche di una particella (posizione, velocità, energia, tempo); tali caratteristiche non possono essere determinate con precisione assoluta, ma solo in termini di probabilità.
Materia ed energia possono trasformarsi l'una nell'altra, con applicazioni industriali (reattori nucleari) e militari (bombe nucleari).
Il vuoto non può mai essere completamente tale: anche in assenza di materia è percorso da particelle «virtuali» che vivono per tempi brevissimi.
Ciò che la fisica quantistica osserva sperimentalmente, o prevede attraverso i suoi strumenti matematici, è noto e condiviso da tutti i fisici quantistici; la sua interpretazione, però, non lo è affatto. Esistono pertanto diverse teorie sul significato profondo di quanto accade. Le principali, semplificando al massimo, sono:
La Scuola di Copenaghen: esiste e conta solo ciò che può essere misurato o calcolato; il resto non esiste, o comunque non deve interessare.
L'interpretazione a Molti Mondi: ogni volta che un fenomeno determina il valore di una variabile, ad esempio la velocità, si verificano contemporaneamente tutte le possibilità con probabilità maggiore di zero, e il mondo si divide in una molteplicità di mondi paralleli.
L'interpretazione di David Bohm: l'universo è un gigantesco ologramma in movimento nel quale le cose appaiono distinte, e spesso prive di nessi apparenti nello spazio e nel tempo; questo è l'ordine esplicito. Ma al livello più profondo, l'ordine implicito, tutto è interconnesso: spazio e tempo non sono i fondamenti della realtà, ma emergono da un fondamento più originario, una Coscienza Universale che crea il tutto.
La teoria delle Stringhe: propone che le particelle elementari siano in realtà vibrazioni di entità unidimensionali, le stringhe, in uno spazio-tempo a più dimensioni.
Ad oggi non esistono ancora esperimenti in grado di discernere quale tra queste teorie sia la più completa ed esauriente. Certamente, quella di Bohm è la più capace di rispondere alla domanda che l'essere umano si pone: sono qui su questa Terra semplicemente come corpo fisico, con percezioni, emozioni, sentimenti e pensieri destinati a finire? O c'è in me qualcosa cui anelo, una parte più amorevole, saggia, compassionevole, che partecipa a un Principio Unitario di Coscienza e di Amore?
Questa visione, in cui il Divino è privo di ogni attributo e incrostazione derivanti dalla ricerca di potere delle varie religioni e in cui la Coscienza è alla base dello spazio-tempo e dei fenomeni, concilia la scienza con la spiritualità, la materia con lo spirito. Riconosce che è possibile realizzare concretamente sé stessi e i propri obiettivi, integrare i propri talenti nella propria vita e, insieme, vivere con generosità verso gli altri, lasciando traccia del proprio passaggio.
Alessandro Zerlini