Dal nemico allo specchio
Quando un legame finisce, non si spezza soltanto un progetto di vita, ma si attivano memorie, paure, antiche ferite, bisogni di riconoscimento e di controllo che trovano nella separazione il loro detonatore. L'ex partner smette di essere il nemico e diventa uno specchio che riflette non solo ciò che l'altro ha fatto, ma anche ciò che in sé chiede di essere visto. Il passaggio dal nemico allo specchio è trasformativo: si apre uno spazio nuovo in cui non ha più senso perseguire l'annientamento dell'altro, ma iniziare la vera trasformazione verso il vero amore.
La separazione come occasione di consapevolezza spirituale, con l'aiuto del QTR
Nel mio lavoro di avvocato familiarista ho visto separazioni trasformarsi in vere e proprie battaglie senza esclusione di colpi. Quando un legame finisce, non si spezza soltanto un progetto di vita, ma si attivano memorie, paure, antiche ferite, bisogni di riconoscimento e di controllo che spesso non nascono in quel momento, ma trovano nella separazione il loro detonatore.
Il conflitto non resta più una questione tra due adulti, ma diventa un campo emotivo carico di rabbia, rivalsa, paura di perdere valore e bisogno di avere ragione. All'inizio tutto sembra avere una logica, ma più si contende e più si entra in una dimensione diversa, in cui la controversia giuridica viene caricata di significati emotivi sempre più pesanti, e l'obiettivo reale non è più trovare un assetto sostenibile, ma ottenere una vittoria sull'altro.
È in quel momento che l'altro diventa il nemico. E quando ciò accade, non si combatte più per risolvere un problema, ma per vincere, per avere ragione, per punire, per non accogliere il dolore reale che la separazione ha aperto. Le decisioni sono prese non in funzione del bene possibile, ma del maggior danno da infliggere all'altro. In questi casi il processo non contiene il conflitto, ma lo amplifica, nell'impossibilità di dare soddisfazione e di sciogliere da solo ciò che nasce su un piano molto più profondo.
L'ex partner smette di essere il nemico e diventa uno specchio che riflette non solo ciò che l'altro ha fatto, ma anche ciò che in sé chiede di essere visto: l'abbandono non guarito, l'umiliazione che ancora brucia, la ferita che cerca giustizia ma spesso chiede, in realtà, un risarcimento emotivo.
Quando il conflitto si nutre di frequenze pensiero-emozione inconsce, la battaglia giudiziaria rischia di diventare infinita e il diritto non basta a sciogliere ciò che alimenta la guerra interiore. Una persona può ottenere una decisione favorevole e restare comunque prigioniera delle stesse emozioni di dolore, rabbia, sofferenza. Spesso gli ex coniugi continuano a replicare, anche da divorziati, i medesimi schemi di conflitto che animavano la crisi della loro convivenza.
Ed è in questo spazio che entra in gioco il Quantum Touch Releasing® (QTR®) di Ileana Rotella. Il QTR® è molto più di una tecnica meditativa energetico-vibrazionale, perché attiva una spiritualità tanto profonda da consentire di vedere la verità che si nasconde dietro la matrix del conflitto familiare. Praticando il QTR® si attivano note vibrazionali composte da simboli e parole guidate da uno specifico intento, per rilasciare blocchi energetici, anche ereditati dall'albero genealogico, che trattengono la persona in trame di sofferenza e malessere. Il QTR® interviene direttamente sulla tematica che crea conflitto nella persona, alleggerendo il carico emotivo e portando in superficie nuclei profondi, in un percorso di consapevolezza e conoscenza di sé.
Spesso dietro al conflitto familiare, ciò che appare come lo scontro tra due volontà è in realtà l'attivazione di programmazioni profonde di conflitto di potere e prevaricazione, ma anche di mantenimento degli antichi ruoli familiari assunti dall'uomo e dalla donna nelle generazioni passate. Si spiega così per quale motivo una donna in carriera, che per tutto il matrimonio ha orgogliosamente guadagnato quanto, se non più, del marito, all'improvviso, al momento della separazione, pretenda da lui un contributo al proprio mantenimento e, a fronte dell'oggettiva impossibilità di ottenerlo, ripieghi su richieste esorbitanti per i figli, rivendicando il ruolo di unico vero genitore, che non corrisponde alla vita vissuta durante il matrimonio. Né si comprenderebbe perché il marito, pur avendo sempre accudito i figli quanto, se non più, della moglie, si lasci convincere che sia giusto lasciarle figli e casa e sottostare alle esorbitanti richieste ricevute.
Dietro tali comportamenti ci sono convinzioni ataviche, secondo le quali i figli devono essere cresciuti dalla madre e il padre ha il solo compito di portare a casa i soldi. Ogni litigio per rivendicare un ruolo diverso da quello che l'albero genealogico, dal profondo dell'inconscio, rivendica sfocia in un conflitto con se stessi prima, e con il nemico ex partner poi. Il nemico cambia allora volto: non è più solo la persona che ha deluso, ferito o abbandonato, ma è anche il sistema di convinzioni che abita la persona, la memoria che la guida, il nodo di potere che la convince che senza vittoria non esista dignità.
E nello stesso istante in cui questo viene visto, lo specchio smette di essere una condanna e diventa una soglia. La separazione diventa un'occasione per vedere dove la guerra continua a vivere dentro la persona che la alimenta.
Lavorando con il QTR® sulle dinamiche del conflitto familiare, si comprende l'origine profonda del disagio e si interviene sulle frequenze pensiero-emozione più profonde, là dove i blocchi hanno origine prima di manifestarsi. In questa chiave, la persona riesce a vedere la verità che si cela dietro la rappresentazione del conflitto giudiziario e scopre che ciò che chiede vendetta non è la parte più vera di sé, ma la parte più ancorata agli schemi dell'albero genealogico.
Quando la persona riesce a comprendere che tali schemi non le appartengono e non la rappresentano, inizia a vedere se stessa davvero, specchiandosi nelle reazioni del nemico. Per questo il passaggio dal nemico allo specchio è trasformativo. Finché tutto il male è fuori, la battaglia sembra legittimata all'infinito. Se invece si inizia a vedere che l'altro ha attivato un programma antico, qualcosa si sposta e la persona smette, poco alla volta, di identificarsi totalmente con il conflitto: si apre uno spazio nuovo, in cui non ha più senso perseguire l'annientamento dell'altro. Nel linguaggio del QTR®, la persona può iniziare a rilasciare quelle frequenze pensiero-emozione ostacolanti che la tengono imprigionata in una ripetizione dolorosa, per recuperare fiducia, presenza e una possibilità diversa di attraversare l'esperienza.
Spiritualizzando la realtà, il QTR® aiuta la coppia a comprendere che la crisi non mette i coniugi soltanto davanti a ciò che hanno perso, ma anche a ciò che non hanno ancora guarito. Il nemico cambia volto e diventa la programmazione che ci abita, la memoria che ci dirige, la ferita che pretende di vincere per non sentire il proprio dolore. Quando questo accade, l'altro smette di essere soltanto il bersaglio del nostro conflitto e diventa uno specchio capace di mostrare la possibilità di scegliere: continuare la guerra o iniziare la vera trasformazione verso un cambiamento totale che porta al vero amore.
Elena Angela Sestini