La mamma in un percorso spirituale
La mamma è sempre la mamma. E, per quanto possa sembrare un'affermazione forte, a volte è anche colei che, inconsapevolmente, trasmette ai propri figli limiti, paure e condizionamenti che ne influenzano la crescita e la libertà di espressione. Per questo ritengo che sia fondamentale, per una madre, intraprendere un percorso spirituale autentico: non un percorso fatto di illusioni o di semplici teorie, ma un cammino concreto che permetta di osservarsi con sincerità.
La mamma è sempre la mamma. E, per quanto possa sembrare un'affermazione forte, a volte è anche colei che, inconsapevolmente, trasmette ai propri figli limiti, paure e condizionamenti che ne influenzano la crescita e la libertà di espressione.
Ogni pensiero, ogni emozione e ogni gesto di una madre raggiungono il bambino in modo profondo, toccando non solo la sua mente ma anche il suo mondo emotivo. E questo non avviene sempre in modo positivo. I bambini, soprattutto tra gli zero e i sette anni, sono vere e proprie spugne: così come guardandosi intorno imparano a mangiare, a camminare, a parlare, allo stesso modo apprendono attraverso la comunicazione non verbale e assorbono tutto ciò che appartiene alla dimensione più sottile della vita.
E nel sottile c'è molto più di quanto siamo abituati a immaginare.
Ritengo perciò che sia fondamentale, per una madre, intraprendere un percorso spirituale autentico. Non un percorso fatto di illusioni o di semplici teorie, ma un cammino concreto che permetta di osservarsi con sincerità, di comprendere i propri meccanismi interiori e di trasformare ciò che non appartiene davvero alla propria essenza.
Molto spesso crediamo di essere semplicemente noi stesse, ma in realtà portiamo dentro schemi, convinzioni e programmi che si tramandano da generazioni: di madre in figlia, di famiglia in famiglia, lungo l'intero albero genealogico.
A volte, quindi, la mamma non è soltanto la mamma. È anche l'insieme delle storie, delle esperienze e delle identità che l'hanno preceduta e che continuano a vivere attraverso di lei, fino a quando non sceglie consapevolmente di interrompere quel flusso e di vivere secondo la propria vera natura.
Il mio percorso spirituale è iniziato con Ileana Rotella. Attraverso le sue conoscenze in campo esoterico, i suoi studi, la sua esperienza e la sua predisposizione naturale a "unire i puntini", ha dato vita alla tecnica Quantum Touch Releasing® (QTR). Grazie a lei e alla sua tecnica ho ricevuto l'opportunità straordinaria di imparare a guardarmi dentro con occhi diversi. Ho cominciato a lasciare andare il giudizio verso me stessa e verso chi mi ha preceduta, comprendendo che ogni generazione ha fatto ciò che poteva con gli strumenti che aveva a disposizione. Ho scoperto, con stupore, che posso fare la differenza per tutti i miei predecessori e che, grazie a questo lavoro, il mio albero genealogico, passato e futuro, ha la possibilità di fiorire.
Questo lavoro interiore mi ha permesso di migliorare la mia vita e, di conseguenza, anche quella delle persone che amo, a partire da mio figlio.
Un intero sistema di convinzioni limitanti, radicato da generazioni, non si dissolve certo con un semplice schiocco di dita. Serve impegno, costanza e la volontà di guardare in faccia ciò che emerge. Ma ogni passo avanti è una vittoria reale.
Nel mio percorso mi sono confrontata con schemi limitanti legati al successo, al denaro, al rapporto di coppia, al ruolo della donna, all'avere figli, all'apprendimento e alla realizzazione personale. Ho individuato convinzioni che frenano la crescita e che, in silenzio, influenzano anche il modo di essere madre.
Quando si comincia a vedere chiaramente questi meccanismi, nasce spontanea una domanda: come si può continuare a lasciarli agire senza fare nulla? Per il proprio benessere e per quello dei propri figli, arriva un momento in cui è necessario dire: «Basta, scelgo la vita, scelgo di essere altro, scelgo di essere semplicemente me stessa».
Grazie al QTR®, questo processo di trasformazione è diventato per me più semplice e naturale. Richiede presenza, responsabilità e continuità, ma i risultati arrivano.
La cosa più sorprendente è che il cambiamento non si manifesta soltanto dentro di noi. Spesso il primo segnale arriva proprio dai nostri figli: li vediamo improvvisamente più sereni, più sicuri, più collaborativi, più pronti ad affrontare il mondo. Diventa allora evidente che, liberandoci da vecchi pesi, diamo anche a loro il permesso di essere ciò che sono.
Il dono più grande che una madre possa fare ai propri figli è proprio questo: lavorare su se stessa, affinché loro possano crescere più liberi.
Nicoletta Pertosa