Procrastinatori o efficienti? La differenza sta nel cervello

Tendenza a procrastinare e a rimandare sempre le cose. Tendenza all’operosità e al dinamismo. La differenza tra i due atteggiamenti sta tutta nel cervello.

Uno studio ha dimostrato che le dimensioni dell’amigdala, l’area dell’encefalo adibita al controllo delle emozioni, può influenzare la capacità delle persone di svolgere subito un compito.

I ricercatori della Ruhr-Universität Bochum hanno sottoposto a risonanza magnetica un campione di 264 donne e uomini, valutando il volume delle singole regioni del cervello e la connettività funzionale tra esse. Ai partecipanti, inoltre, è stato sottoposto un sondaggio per misurare la capacità di esercitare il controllo sulle azioni.

Il risultato? Coloro che avevano uno scarso controllo dell’azione avevano un’amigdala più grande e la connessione funzionale tra amigdala e corteccia cingolata dorsale anteriore (ACC dorsale) era meno pronunciata.

Nei procrastinatori, dunque, l’amigdala è particolarmente sviluppata e i suoi effetti sono amplificati.

Ne consegue che queste persone tendono spesso a rimandare il momento dell’azione, perché sono paralizzate dal timore che qualcosa possa andare storto.

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Cosa blocca davanti a una decisione? Sta tutto nel cervello

Cosa rende pessimisti? Cosa scoraggia dal prendere una decisione?

Sta tutto in una precisa area del cervello: il nucleo caudato, ovvero quella zona che sembra in grado di esercitare un ruolo inibente sugli stimoli provenienti dalla corteccia.  Lo rivelano i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) il cui studio è pubblicato sullo rivista Neuron.

La sperimentazione è stata condotta in laboratorio e verificata sul comportamento di alcuni topi posti di fronte a una scelta: bere del succo d’arancia e, allo stesso tempo, ricevere un fastidioso soffio d’aria puntato direttamente sulla faccia.

I ricercatori hanno osservato che la stimolazione del nucleo caudato nei topolini creava un effetto paralizzante, offuscando la loro capacità di prendere decisioni.

Condizione che durava anche il giorno successivo alla stimolazione. Messi di fronte a una scelta, gli animali avrebbero valutato più i costi che i benefici di una determinata azione, agendo di conseguenza. 

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Come funziona la serotonina, la molecola della felicità?

Regola l’umore, il sonno e l’appetito. Determina le funzioni cognitive, motorie e quelle legate alle emozioni. Il suo funzionamento è indispensabile per una corretta comunicazione tra i neuroni del cervello. È la serotonina.

Ma come funziona la molecola della felicità?

Un team di ricercatori è riuscito a ricostruire come funziona la serotonina a livello dei circuiti neuronali. Nello specifico, gli scienziati hanno cercato di scoprire cosa accadde nelle varie fasi del meccanismo di funzionamento della serotonina nel circuito talamo-striatale del cervello.

I ricercatori hanno utilizzato metodologie che riescono ad attivare e disattivare a piacimento e in remoto i neuroni, come l’optogenetica o la chemogenetica, attraverso proteine artificiali e la luce.

In particolare, hanno ricostruito il meccanismo d'azione di uno specifico recettore della serotonina, l'5-HT4. Il team ha dimostrato che, in assenza di serotonina, la comunicazione fra neuroni del talamo e dello striato viene notevolmente ridotta, invalidando la capacità di adattarsi e cambiare strategia in corso a causa di cambiamenti imposti dall'esterno.

 

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